Su di me...
Simone Dimitri
Mi chiamo Simone Dimitri e da oltre vent'anni esploro il rapporto tra esseri umani e mondo vegetale.
Le piante sono state la mia prima scuola.
Fin da ragazzo trascorrevo ore tra campagne e sentieri con un vecchio erbario trovato in casa, imparando a riconoscere le erbe spontanee e ad ascoltare le storie che custodivano.
Quella che all'inizio era una semplice curiosità si è trasformata nel tempo in un percorso di studio, pratica e ricerca che continua ancora oggi.
Negli anni ho approfondito l'etnobotanica, le tradizioni erboristiche popolari, l'alchimia interiore e diverse pratiche di cura che riconoscono nel mondo naturale non una risorsa da sfruttare, ma una rete di relazioni di cui facciamo parte.
Ho sempre percepito le piante come qualcosa di più di un insieme di proprietà e principi attivi: maestre silenziose capaci di insegnare presenza, ascolto e trasformazione.
Nel 2012 ho fondato Mirodìa, un laboratorio artigianale dedicato alla produzione di cosmetici naturali realizzati con erbe del territorio salentino. Per otto anni questa esperienza mi ha permesso di approfondire il lavoro pratico con le piante, sviluppando un legame ancora più profondo con il paesaggio e le tradizioni della terra in cui sono nato e cresciuto.
Un passaggio decisivo del mio percorso è stato l'incontro con la malattia.
È stato proprio attraversando una profonda esperienza di ricerca della salute che ho iniziato a interrogarmi sul significato della cura.
Da allora le piante hanno smesso di essere soltanto un interesse di studio e sono diventate compagne di cammino, aiutandomi a comprendere che guarire non significa necessariamente correggere qualcosa, ma imparare a entrare in relazione con ciò che viviamo.
A partire dal 2016 ho avuto l'opportunità di incontrare praticanti e custodi di saperi ancestrali provenienti da Brasile, Ecuador e Guatemala.
Attraverso queste esperienze ho approfondito tradizioni in cui le piante vengono considerate non soltanto rimedi, ma soggetti di relazione, memoria e conoscenza.
Parallelamente alla ricerca sul mondo vegetale, ho approfondito diverse discipline corporee e tecniche di trattamento olistico.
Un passaggio fondamentale di questo percorso è stato il biennio formativo presso Modum, concluso con la qualifica di massaggiatore olistico.
Più che una semplice scuola di tecniche manuali, Modum ha rappresentato per me un autentico percorso di crescita personale.
Attraverso il lavoro sul corpo, l'ascolto di sé e la relazione con gli altri, ho avuto l'opportunità di approfondire una visione della cura fondata sulla presenza, sulla consapevolezza e sull'integrazione tra dimensione fisica, emotiva e relazionale.
Questa esperienza continua a influenzare profondamente il mio modo di accompagnare le persone, integrando il lavoro corporeo con la ricerca sulle piante, sulle pratiche tradizionali di cura e sui percorsi di trasformazione personale.
La pratica dell'Umbanda afro-brasiliana rappresenta oggi una parte importante del mio percorso spirituale e della mia ricerca.
Il filo che unisce tutto ciò che faccio è una domanda semplice: cosa accade quando la cura smette di essere un progetto di miglioramento personale e torna a essere una relazione?
Una relazione con il proprio corpo, con la comunità, con il territorio e con il mondo vivente di cui facciamo parte.
Oggi conduco trattamenti olistici, percorsi individuali, laboratori e incontri dedicati alle erbe, alle tradizioni di cura e all'ascolto del mondo vegetale, creando spazi in cui riscoprire forme più profonde di connessione con sé stessi, con gli altri e con la natura.

