L'acqua di San Giovanni
- Simone

- 21 giu 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 23 giu 2022

Da un po' di tempo ho notato un ritorno di interesse per questa antica pratica che affonda le radici in tempi remoti, nei culti precristiani, pagani e arborei, che celebrano il solstizio d’estate come importante fase del ciclo solare e che cade proprio in prossimità della festa di San Giovanni Battista.
Vorrei quindi dare qualche informazione in più, per evitare il solito, noioso e diffuso consumismo della spiritualità usa e getta, fatta di pratiche sterili perché fatte senza farsi domande e, per lo più, senza capire il significato di quello che si fa.
Il tema principale del solstizio d’estate è ovviamente il raggiungimento della giornata con più ore di luce dell’anno, e del massimo splendore del Sole, che si manifesta in maniera evidente nel rigoglio della vegetazione.
Questo però è solo un aspetto di questo momento cosmico, il più evidente, ma non il solo, o più importante da cogliere.
Secondo gli antichi culti i due solstizi, quello estivo e quello invernale, erano due ‘porte’ attraverso le quali si accede a due diversi ‘mondi’ o fasi del ciclo infinito della vita.
Con il solstizio d’estate si accede al mondo dello spazio, della manifestazione individuale, del creato e viene detto Porta degli Uomini.
Al solstizio d’inverno invece, si entra nel mondo dell’eternità, alla sovra-individualità, e viene quindi detta Porta degli Dei.
Vediamo quindi che le usanze legate a San Giovanni hanno la funzione di proteggere il creato, la vita materiale, il benessere delle persone, della natura, e del cosmo durante questa fase critica di attraversamento.
Tra queste usanze, le più ricorrenti prevedono l’accensione di fuochi e falò, l’uso delle erbe profetiche e curative e appunto l’uso dell’acqua.
L’acqua è collegata al segno del Cancro, governato dalla Luna, che inizia proprio a cavallo del solstizio d’estate e tra l'altro rappresenta, guarda caso, il liquido amniotico, l'acqua che permette e protegge la nascita della vita.
Ma torniamo all’acqua di San Giovanni.
È idea diffusa che l’acqua di San Giovanni si ‘’faccia’’, mettendo a macero fiori ed erbe nell’acqua, il che è anche giusto, ma ci si dimentica che l’acqua di San Giovanni è primariamente la rugiada, che cade nella notte in questo periodo, che viene considerata carica di poteri.
Sarebbe dunque quest’acqua caduta dal cielo, ad avere virtù magiche e salutari, come dimostra l’usanza delle donne di bagnarsi nell’erba ancora umida al mattino presto, quando volevano propiziare una gravidanza.
È questa virtù vivificante, quest’acqua miracolosa, solare, questo mercurio celeste come direbbero gli alchimisti, che può venire intercettato anche dalle erbe e dall’acqua posta all’aperto durante la notte.
Con un volo immaginativo, possiamo arrivare a percepire la rugiada come acqua di vita e vivificante, e questa vita è come un segreto fuoco che penetra la materia e la insemina, la benedice, la cura, la protegge e nutre.
È questo fuoco che si manifesta nel rigoglio della vegetazione e che si cerca di onorare e richiamare accendendo falò e che conferisce poteri magici, terapeutici e apotropaici alle erbe che meglio manifestano le segnature solari o lunari.
Le erbe usate per preparare l’acqua di San Giovanni sono moltissime, .basterà prendere qualche foglia da diverse erbe, preferendo quelle che si hanno a disposizione magari in giardino o nei campi vicini, con rispetto e senza depredare ogni angolo di verde.
Più che la quantità e varietà di erbe, la differenza come sempre la fa l’intenzione, la preghiera messa in ogni petalo, lo stato emotivo che riusciamo a raggiungere mentre operiamo.
In ogni singola foglia c'è molto più di quello che riusciamo a vedere coi soli occhi.
Nell'acqua di San Giovanni il Sole si specchia, stilla rugiada luminosa.
Con questa acqua mi bagno, riconoscendo e risvegliando il mio sole interno in armonia col cielo.
Le erbe più usate, e quindi spesso dette ‘erbe di San Giovanni’ sono:
Salvia
Lavanda
Rosmarino
Artemisia
Iperico
Ruta
Alloro
Aglio
Cipolla
Menta e mentuccia
Biancospino
Corbezzolo
Chiodi di garofano
Felce
Prezzemolo
Alcune foglie e fiori delle erbe sopra indicate, andranno raccolte con cura e messe a mollo in una ciotola abbastanza capiente colma d’acqua, che verrà poi posta all’aperto durante tutta la notte del 23 giugno.
La mattina presto del 24, si usa quest’acqua benedetta per lavarsi e spruzzarla in casa, per portare buona fortuna, salute, prosperità e protezione da ogni male.
Io aggiungerei di versarne un po' anche nella terra, per onorarla e pregare per la sua e nostra guarigione.
Bibliografia:
Florario - Alfredo Cattabiani - Oscar Saggi Mondadori
Le Meraviglie della Natura - Elémire Zolla - ed Esoterica



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