Hortus Dei – Un percorso di erboristeria sacra e ascolto della natura
- Simone

- 9 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Mi viene chiesto spesso quando e come sia nato il mio amore per le erbe, da dove abbia avuto inizio questo cammino, ma mi è sempre difficile rispondere, perché è un richiamo che mi muove da che ho memoria.
Ricordo una domenica mattina, forse di fine inverno. Avevo quattro o cinque anni al massimo.
Mi trovavo in un bosco con mio padre per una passeggiata. I raggi del sole, passando tra le fronde delle querce, tracciavano scie dorate nella nebbiolina, fino a illuminare un cumulo di pietre ricoperte di muschio che allora mi sembravano il trono in rovina di un regno perduto.
Forse mi innamorai quel giorno.
O forse nelle estati passate in campeggio con la famiglia, vicino alla Grotta della Poesia, durante le esplorazioni tra campi e paludi.
Intorno ai tredici anni, il ritrovamento di un erbario tra gli scaffali di casa è un altro possibile inizio di questa storia. Da lì, lunghi pomeriggi solitari: un dito sulla pagina e uno sulle foglie, nel tentativo di riconoscere le piante che, una alla volta, saltavano fuori dal prato distinguendosi per numero di petali, disposizione degli steli, profumo, o mille altri piccoli dettagli.
Ma forse la vera magia è iniziata un paio d’anni dopo, mettendo un po’ di lavanda nel mortaio. Man mano che i piccoli fiori si facevano polvere, sprigionando il loro aroma, mi sembrava di aver trovato un sentiero che mi riportava a una casa che non sapevo di aver smarrito.
Tutto era molto istintivo, allora. Misi una parte dei fiori a macerare in un olio — avevo letto da qualche parte che potesse assorbirne le proprietà e i profumi — mentre il resto lo conservai per provare a bruciarlo su dei carboncini, quando fossi riuscito a trovarli.
Era il tempo dei primi forum su internet, e lì ebbi la fortuna di incontrare persone che mettevano poesia in ogni gesto. Mi accompagnarono nei primi passi mentre imparavo a preparare oli, unguenti, incensi, e insieme a loro scoprii anche il valore di candele, preghiere alla luna e offerte rituali.
Da allora, ogni volta che lavoro con le piante sento di tornare a casa. Il tempo scorre diversamente; ogni dettaglio, in quei momenti, diventa sintassi di un dialogo profondo, dal quale ho imparato quel poco che so, sulle erbe e soprattutto su me stesso.
Il laboratorio è diventato un tempio che mi accoglie nelle trasformazioni, e l’erboristeria un’alleanza con l’essenza della vita: una via di auto-guarigione e di connessione con chi è venuto prima e con chi verrà dopo.
Da questo ascolto nasce Hortus Dei
Il corso base è pensato perché chi vi partecipa possa acquisire le basi per le proprie sperimentazioni, ma soprattutto possa riscoprire un approccio diverso — un ascolto sottile.
Laboratorio e cucina spesso si sovrappongono, ma quando inizio i preparativi per un lavoro

con le erbe, ecco che il tempio si manifesta. Appare man mano che dispongo con cura gli strumenti — o forse ancora prima, quando in me nasce l’idea di ciò che andrò a creare, e subito dopo una mappa mentale del percorso da seguire.
Non so se da fuori si noterebbe qualcosa, ma dentro tutto cambia. Il respiro si fa più profondo, l’emozione sale come se stessi per incontrare una persona importante, o un caro amico, e ogni gesto inizia a farsi rilevante. Mi ritrovo ad osservare e ad annusare tutto come un gatto selvatico; le piante, spesso, iniziano a parlare per intuizioni, immagini, correzioni su quello che avevo in mente di fare, o attraverso racconti divertenti.
Col tempo si impara a percepire le differenze di voce di ogni pianta. Ci sono quelle che si lasciano cogliere subito, e altre più diffidenti, che richiedono tempo e dedizione per aprirsi al dialogo. Alcune hanno voci acute o stridule, altre vellutate e calde.
Questa percezione segna la differenza tra saper identificare una pianta — magari conoscerne le proprietà — e comprendere davvero la sua essenza, il messaggio di cui è manifestazione.
Hortus Dei nasce dal desiderio di offrire un percorso che unisca saperi tecnici ed esperienze spirituali: il fare e l’essere in accordo con le leggi della natura. Il corso base, in partenza a novembre, è pensato per chi voglia iniziare a creare il proprio ponte verso le piante. I partecipanti avranno l’occasione di imparare semplici tecniche erboristiche e, attraverso di esse, iniziare a osservarsi e trasformarsi.
Un lavoro che rimane solo tecnico può essere ben eseguito, ma ciò che desidero trasmettere è la possibilità trasformativa: la capacità di instaurare un contatto vero e personale con le piante e, attraverso di loro, con la propria essenza e il proprio maestro interiore.
La mia speranza è che nasca un cerchio capace di crescere insieme, perché anche la condivisione con gli altri è fonte di ispirazione e accresce la conoscenza di tutti. Il seme che vorrei ogni partecipante portasse via con sé è quello del desiderio di auto-conoscenza, del rispetto per l’altro da sé, dell’amore per la natura e del risveglio delle sue qualità più intime.
Lavorare con le piante è un modo per ricordarci chi siamo: esseri radicati alla terra ma protesi verso la luce.Ogni foglia, ogni resina, ogni profumo può diventare un linguaggio d’anima — e Hortus Dei è lo spazio in cui questo linguaggio torna a essere vivo e condiviso.
Se senti che questo cammino ti chiama, il corso base Hortus Dei partirà a novembre, in presenza a Sogliano Cavour e anche online via Zoom.Iscrivendoti entro il 23 ottobre hai diritto allo sconto early bird.
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