Cosa sono le piante alleate?
- Simone

- 1 giu 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Innanzitutto va specificato che quando ci riferiamo a una pianta, o un essere di qualsiasi regno (animale, vegetale, minerale) come “alleato”, ci troviamo in ambito spirituale, più precisamente questo è un termine usato in contesti animisti e/o di derivazione sciamanica, in cui viene riconosciuta una coscienza universale allo stesso tempo trascendente e immanente e in cui ogni essere è considerato parte di questa coscienza.
Ne deriva che le piante, ma anche animali, minerali, perfino luoghi e astri, sono considerati nel loro insieme, come aventi corpo e spirito, e ci si relaziona ad essi di conseguenza.
Una pianta alleata è uno spirito vegetale col quale il praticante instaura un rapporto di reciprocità, allo scopo di collaborare, potendo arrivare in alcuni casi alla simbiosi.
In natura questi rapporti sono molto più comuni di quanto possiamo pensare o notare a prima vista, potremmo anche dire che la natura è a tutti gli effetti il tessuto di queste infinite relazioni e risonanze.
Una piccola precisazione: quando si parla dello spirito di una pianta, del rosmarino ad esempio, salvo specifiche eccezioni, non stiamo parlando di un’anima individuale di una singola pianta, ma dell’anima del Rosmarino.
Possiamo ritrovare questa concezione in infinite dottrine di ogni tempo e ogni luogo, dallo sciamanesimo amazzonico, all’alchimia e spagiria, passando per i guaritori di campagna.
Il praticante si impegna a conoscere e integrare nella propria vita un determinato spirito, e contemporaneamente lo spirito agisce sulla vita del praticante secondo la sua propria natura.
Questo può avvenire in diversi modi e per diversi scopi, e a ben vedere succede ogni giorno sotto gli occhi di tutti.
Basta pensare al contadino che conosce le proprie sementi, sa quando è meglio seminare, cosa serve alle sue piante, e sa come cucinarle, cibarsene e spesso anche come usarle per la salute, quando raccogliere ecc…
Allo stesso tempo, il contadino avrà (o aveva?) cura di preservare i semi, selezionare quelli più forti, e aiuterà la pianta a riprodursi di anno in anno, in un rapporto di reciprocità.
Lo stesso può dirsi per l’appassionato giardiniere che con un’occhiata intende le necessità dei suoi fiori, gli esempi potrebbero essere infiniti, così come gli scopi e le profondità dei rapporti.
Non mi dilungherò adesso su quanto questi rapporti siano andati a farsi benedire e sulle conseguenze plateali che stiamo vivendo, ma spero di aver chiarito il mio punto di vista su questo argomento.



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