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Elicriso, fiore dell’oro immortale

  • Immagine del redattore: Simone
    Simone
  • 21 giu 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Questa mattina all’alba ho sentito il richiamo di una passeggiata in alcuni campi incolti che ho scoperto non lontano da casa. Già si presagiva nell’aria una luce e un calore intensi, tipici della Luna in Leone, propizia alla raccolta di erbe che agiscano su cuore e plesso solare.


Al mio arrivo il campo era illuminato di giallo oro per le fioriture dell’elicriso e della ferula, picchettato qua e la dal vibrante viola dei fiori di timo.

L’aria fragrante, il terreno arso e pietroso, anche se la vegetazione è ancora ben rigogliosa dopo le eccezionali piogge di questa primavera insolita per il Salento.


Nell’arte spagyrica è importante tener presente dell’unità del tutto, quindi anche il terreno in cui una pianta cresce può dirci molto dei suoi poteri.

L’elicriso è considerata una pianta pioniera, perché prospera in terreni aridi e poveri, in cui altre specie fanno fatica a sopravvivere.

Come tutte le piante pioniere, lavora per migliorare il terreno perché possa in futuro accogliere altre piante più esigenti.

Allo stesso modo l’elicriso lavora su “terreni umani” impoveriti, resi aridi magari da abitudini o patologie croniche, che fiaccano il corpo e lo spirito. In particolare, lavora su terreni "opachi" resi aridi dalla mancanza di fiducia.


I fiori dell’elicriso sembrano non appassire nemmeno dopo essere stati raccolti, mantenendo a lungo il loro giallo dorato. Per questo è popolarmente conosciuto come semprevivo.

I piccoli fiori rotondi e giallo oro, nonchè questo senso di ''immortalità'' indicano una segnatura solare.



Proprietà farmacologiche


L’elicriso ha proprietà coleretiche, antistaminiche, espettoranti, stimolanti la secrezione gastrica e pancreatica, ipocolesterolemizzanti, diuretiche, spasmolitiche, antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie connettivali ed antiemorroidarie


A livello topico, si usa l’oleolito di elicriso per trattare pelli irritate o danneggiate, in caso di lesioni lievi, escoriazioni, eritemi e psoriasi.

L’oleolito, preparato facendo macerare al sole i fiori di elicriso in olio vegetale, ha azione antibatterica, antimicotica, decongestionante, antinfiammatoria e soprattutto aiuta la pelle nel lavoro di ricostruzione delle parti danneggiate.

Trova impiego anche, insieme ad altre botaniche, nella preparazione di unguenti ottimi nel trattamento delle emorroidi.


Assunto per via orale (infusi, tinture, ecc…) svolge al meglio la sua funzione antistaminica, modulando il sistema immunitario.

Stimola le secrezioni gastriche e pancreatiche (bile, insulina, ecc…) svolgendo azione ipocolesterolemizzanti, aiuta cioè a ridurre i livelli di colesterolo nell’organismo.


Proprietà energetiche


Andando su un livello più energetico, possiamo vedere come l’elicriso lavori sull’elemento Terra (stomaco, pancreas e milza nella medicina tradizionale cinese) per dinamizzarlo e “sottilizzarlo”.


In spagyria la bile è associata all’elemento Aria, che grazie all’elicriso può riportare in equilibrio un eccesso di Terra, che si manifesta come umore malinconico.

L’energia sottile dell’elicriso sostiene l’organismo in tutti i casi in cui ci sia un sentimento anche cronico di perdita, di abbandono, quando si fa fatica a contattare il Sole interno. Insegna a sentirsi parte di un tutto, lavorando sul senso di abbandono e di isolamento.


Assumere elicriso stimola il coraggio, la gioia di vivere, aiuta a sentirsi parte integrante di un universo vivo. Riporta luce anche in situazioni di depressione cronica, aiuta a rigenerare e energie dopo essere stati feriti, a più livelli.

Aiuta a ricontattare la fiducia in sé stessi, e quindi a comunicare meglio con gli altri, a vivere in maniera più leggera ma senza disperdere le energie in eccessi, aiuta anche a superare la paura dell’abbandono, l’insoddisfazione e il costante senso di minaccia vissuto da alcuni.


Interessante quanto detto ne “Il linguaggio degli organi” di Anna Zanardi riguardo il problema del colesterolo alto: “Nel linguaggio psicosomatico l’elevato tasso di colesterolo nel sangue, significa richiesta di vicinanza e senso di abbandono. Il soggetto ha difficoltà di comunicazione e relazione e soffre di stati depressivi più o meno manifesti. Ha disturbi radicati nel senso di fiducia verso se stesso. Perde il controllo al minimo imprevisto e si sente costantemente minacciato. Davanti alla vita si arrende e teme nuovi abbandoni e nuove perdite. E’ rassegnato alla propria insoddisfazione, ma reprime e nega le proprie sofferenze interiori.”


Possibili usi


L’elicriso può essere usato per preparare infusi, avendo anche un sapore abbastanza

gradevole che ricorda la liquirizia.

Io oggi, appena tornato dalla passeggiata, ho avviato la preparazione della Tintura Madre, facendolo macerare in alcol a 45° in proporzione droga/solvente di 1:10


Amo le tinture perché possono essere usate sia per sfruttare le proprietà medicinali più ‘fisiche’, che quelle energetiche, in base alle quantità assunte.


Una parte andrà in olio, per creare l’oleolito di elicriso, che sicuramente userò nei miei prossimi massaggi.


Interessante anche da usare nella preparazione di profumi sciamanici, magari insieme ad altre piante solari come alloro, rosmarino eccetera.


Infine, ne terrò da parte un poco da usare nelle fumigazioni, che sono sempre un modo per assumere in maniera sottile lo spirito delle piante. Le informazioni riportate hanno solo scopo divulgativo e non costituiscono consigli medici

 
 
 

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