Non solo tisane!
- Simone

- 21 ott 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Quando si pensa a come assumere una pianta per beneficiarne, spesso la prima cosa che viene in mente è preparare una tisana o, magari, usare una tintura in gocce. È un approccio corretto e ben consolidato, ma attraverso la mia esperienza personale e il confronto con i partecipanti ai miei corsi e seminari, ho imparato che l’assunzione per via orale è solo uno dei tanti modi per avvicinarsi alle piante e chiedere il loro sostegno.
L'assunzione diretta delle piante, per quanto efficace grazie ai loro principi attivi, non è sempre possibile o consigliabile. Mi sono trovato più volte di fronte a persone che sentivano un richiamo verso una specifica pianta, un legame che andava oltre il semplice beneficio fisico. Tuttavia, a causa di patologie o per l'assunzione di farmaci con cui la pianta poteva interferire, non potevano consumarla in modo tradizionale.
Di fronte a queste situazioni, ci sono due possibilità: ignorare quel richiamo oppure trovare un’alternativa, lasciandosi guidare dalla creatività e dall’ascolto. Con il tempo ho compreso che ci sono molti modi validi per connettersi con lo spirito delle piante, modi che non richiedono di assumerle materialmente e che sono liberi dagli effetti collaterali della materia grossolana.
Vediamo insieme alcune di queste alternative:
1.Fumi
Si tratta di metodi a metà strada tra l’assunzione fisica e un lavoro più sottile, e possiamo dividere questa tecnica in due categorie, in base all’elemento usato per volatilizzare le erbe.
Abbiamo il fumo vero e proprio, ottenuto bruciando le piante col fuoco, elemento capace di trasmutare la materia sprigionandone l’essenza. Il fumo che ne deriva può essere usato per purificare gli ambienti o per caricarli delle qualità energetiche della pianta.

Se ad esempio desidero utilizzare la lavanda per favorire il sonno ma sto assumendo farmaci contro l’ansia, che potrebbero interagire con essa, posso bruciare un po' di lavanda in camera da letto, assicurandomi di arieggiare bene prima di ritornarci. In questo modo, la stanza sarà permeata dalla vibrazione rilassante e riequilibrante della lavanda, senza che ci siano interazioni negative con i farmaci che sto assumendo.
La seconda categoria è quella dei vapori, pensiamo al classico brucia essenze in cui l’acqua si fa veicolo degli oli essenziali che si diffondono nell’ambiente insieme al vapore che sarà carico delle proprietà benefiche degli oli usati.
Ad esempio si possono diffondere poche gocce di olio essenziali di eucalipto per purificare l’aria di casa quando si è influenzati, o di olio essenziale di rosmarino per fortificare la memoria mentre si studia.
In questo modo eventuali effetti collaterali saranno di molto attenuati, ma si tratta pur sempre di un’assunzione, quindi bisognerà comunque far attenzione alle dosi e alle modalità.
2. Bagni e semicupi
Un altro modo per beneficiare delle proprietà delle piante è sfruttare l’elemento dell’acqua. Per purificare uno spazio, come la casa o il luogo di lavoro, si può preparare un decotto di erbe da utilizzare per lavare i pavimenti, diffondendo nell’ambiente l’energia della pianta.

Per la persona, invece, i bagni rituali e i pediluvi sono metodi altrettanto efficaci. Immergersi in un bagno con un infuso di erbe aiuta a ricevere la loro energia e a rilassare il corpo, senza doverle assumere direttamente.
Se non hai mai provato un bagno preparato con rosmarino e petali di rosa bianca, non sai quale sensazione di pace e chiarezza mentale può donarti un’esperienza simile.
3. Presenza
Uno degli aspetti più semplici, ma spesso trascurati, è il potere della presenza. Entrare in relazione con una pianta non richiede necessariamente di consumarla o utilizzarla in modo fisico. Basta essere in sua compagnia, connettersi con il suo essere radicato nel qui e ora. Osservare una pianta, sentirne il profumo, toccarla e respirare la sua energia possono dare vita a un dialogo sottile, capace di produrre effetti terapeutici sorprendenti.

Pensiamo alle passeggiate nei boschi: è scientificamente provato che il contatto con la natura migliora il nostro umore e il benessere psicofisico. Allo stesso modo, essere completamente presenti davanti alla più umile delle piantine può aprirci ai suoi insegnamenti, facendoci scoprire un tipo di cura che spesso nemmeno immaginiamo.
Quando vorrai provarci, avvicinati alla pianta con rispetto, datti la possibilità di considerarla un essere senziente. Le prime volte può capitare che si provi imbarazzo perché siamo abituati a bollare tutto ciò che non è misurabile come frutto di fantasia, qualcosa da relegare all’infanzia. Ma basta provarci con mente aperta, per capire quello di cui sto parlando.
Ho vissuto in prima persona processi di profonda guarigione attraverso queste vie, e continuo a vedere lo stesso accadere a chi si dà la possibilità di sperimentare, mettendo da parte le proprie credenze per un momento.
Questi sono solo alcuni spunti, ma le possibilità di lavorare con le piante senza assumerle direttamente sono davvero tante e aprono un campo di esplorazione affascinante. Ti invito a sperimentare personalmente e a trovare il tuo modo di connetterti con il mondo vegetale!
Nei miei corsi e seminari, accompagno le persone in questa scoperta, e spesso chi partecipa rimane sorpreso dalla semplicità e profondità con cui si possono aprire nuove porte.
Seguimi sui miei canali per rimanere aggiornato sui prossimi incontri, oppure contattami direttamente se desideri organizzare un laboratorio nella tua sede.



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