Ricapitolazione – liberare le memorie – trasmutare il piombo in oro
- Simone

- 20 mar 2023
- Tempo di lettura: 3 min

Chiunque ha sperimentato, almeno una volta nella vita, quella scomoda sensazione data dal riemergere di ricordi spiacevoli, imbarazzanti o comunque sgradevoli, che tornano non si sa da quali recessi della mente e che sembrano vogliano solo tormentarci e impedirci di prendere sonno la sera, facendoci rivivere situazioni imbarazzanti, arrabbiature, paure e fallimenti che credevamo di aver del tutto dimenticato, ma che invece tornano con tutta la portata emotiva del momento in cui sono accadute.
Può succedere in qualsiasi momento, quando meno ce lo aspettiamo, soprattutto quando siamo rilassati e stiamo per addormentarci, con il risultato di perdere ore di sonno.
E quanto più cerchiamo di ricacciare questi pensieri da dove son venuti, quanto più cerchiamo di non pensarci, tanto più torneranno a bussare alla nostra attenzione appena avremo allentato le redini della coscienza.
Invece di rigettare questo materiale considerandolo inutile e brutto, è il caso di approfittare di questo meccanismo inconscio che ci sta semplicemente avvisando che c’è del lavoro da fare.
Questa materia oscura e pesante, dagli alchimisti chiamata piombo, è una risorsa preziosissima se maneggiata adeguatamente e non ripudiata.
Questi ricordi “tornano” perché possiamo rielaborarli.
Nelle culture a carattere sciamanico o animista, ci verrebbe detto che in quel momento del passato abbiamo perso un pezzettino di anima, che si è allontanata perché non era in grado di affrontare quell’emozione.
Potremmo anche dire che in quei momenti perdiamo parte della nostra energia vitale, reagendo in maniera in-cosciente ad una situazione che non comprendevamo o non accettavamo.
Nel momento in cui crescendo acquisiamo nuovi strumenti, la nostra mente sa che possiamo rielaborare quei traumi (che infatti spesso, non sempre, ci sembrano sciocchi) e quindi si adopera per recuperare quell’energia che era andata persa. O per dirla in altri termini, per reintegrare parti di noi che avevamo allontanato per “sopravvivere” a quella che in quel momento la nostra mente aveva interpretato come una minaccia.
Al posto di ricacciare nell’inconscio questi pensieri, è più utile guardarli tranquillamente, si spera una volta per tutte.
In alcune tradizioni questo viene chiamato ricapitolazione, o recupero dell’anima (anche se le due cose non sono esattamente sovrapponibili).
Si tratta essenzialmente di ri-osservare l’evento accaduto in maniera consapevole, richiamare con molta calma quel ricordo, cercando anzi di arricchirlo il più possibile dei dettagli che ci vengono in mente, e rivedere la situazione che abbiamo vissuto, ma un po' come se succedesse a qualcun altro.
È un’operazione che richiede molta calma e serenità. L’evento in questione andrebbe osservato con un certo grado di distacco, come fosse la scena di un film, in cui possiamo vedere le emozioni che vive il protagonista (noi) ma senza farcene più di tanto toccare.
Gli alchimisti consigliano spesso di cuocere a fuoco lento questa materia oscura, per non bruciarla e perdere così la possibilità di trasmutarla in Oro.
Questo fuoco è la nostra attenzione, che deve essere accesa, ma senza tensioni inutili, senza gli eccessi che porterebbero a identificarci ancora con quelle emozioni.
Basta rivedere quegli eventi, alcuni consigliano di rivederli come se la pellicola andasse al contrario, e respirare nella pura presenza di sé stessi.
Così facendo potremo forse capire che in quel momento abbiamo agito come meglio potevamo, o potremmo notare come ci siamo fatti scappare delle parole che non pensavamo veramente, presi dalla rabbia o dalla frustrazione.
Addirittura capita di rendersi conto che la pena che abbiamo provato era del tutto ingiustificata nella realtà.
È essenziale non negare nessuna di queste emozioni, non respingerle, ma osservarle e osservare i nostri comportamenti automatici, senza giudizio.
Una volta riavvolto il nastro, è il momento di lasciar andare. Si può visualizzare una bolla che contiene questo “film” e che si alza dal nostro plesso solare volando dolcemente verso il cielo, per poi dissolversi permettendo a questo materiale energetico di dissolversi nell’atmosfera.
Man mano che la “bolla” fluttua verso il cielo, è possibile immaginare di sentirsi alleggeriti e grati per essere finalmente liberi da questo fardello.
Liberare queste memorie scioglie lacci che, passando inosservati all’attenzione cosciente, comunque ci tenevano legati, costretti in limiti fittizi. La mente non avrà più bisogno di spendere energie nel costante lavoro di tenere a bada queste minacce e in più avremo imparato qualcosa sui nostri meccanismi automatici.
Se il ricordo torna, con pazienza e amore bisognerà ancora ripetere l'operazione di distillazione, finché non si sarà ottenuta un'acqua chiara e lucente.
Ma, lo ripeto perchè è fondamentale, non bisogna lasciarsi prendere dalla foga di ottenere risultati. Bisogna operare con estrema calma e pazienza, lasciar passare il giusto tempo tra un'operazione e l'altra per non andare in sovraccarico ed ottenere l'effetto contrario a quello voluto.



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