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Ottobre - onorare le radici

  • Immagine del redattore: Simone
    Simone
  • 20 ott 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 nov 2025


creata con wombo.art
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Il periodo estivo appena concluso è quello in cui la natura porta a piena maturazione la sua manifestazione esteriore.

I semi germinati a primavera hanno portato a termine il loro ciclo, manifestando nei frutti la realizzazione della loro natura. Tutto è stato rivelato alla luce abbagliante del Sole, giunto alla sua massima potenza e che ora è in graduale ma inesorabile declino.

Allo stesso tempo, i frutti nascondono i semi della prossima generazione, rivelando l'eterno ciclo della vita.


Ogni cambio di stagione mi riporta un insegnamento che spesso fatico a digerire, riguardo la necessità di lasciarsi andare al cambiamento, soprattutto nel periodo autunnale in cui questo passaggio è un'introversione, come un sentiero immerso nella nebbia che serpeggia silenzioso verso l'interno, l'inverno, la morte apparente di ogni cosa.


La vita si contrae, la luce solare diminuisce inesorabilmente, le energie si dirigono verso il ventre oscuro della terra.

È il momento di perdere orpelli, di lasciarsi macerare, e di rientrare in contatto profondo con le proprie radici, con i propri antenati.


Non a caso tra pochi giorni cade il giorno dei morti, un'occasione importante per sottrarsi al frastuono in cui siamo costantemente immersi e riconnetterci con la nostra più intima natura.


Celebrare i nostri cari defunti, significa celebrare le radici che ci connettono alla terra, ma anche l'uno all'altro, riconoscersi parte di una famiglia cosmica in evoluzione.


Il modello di un albero genealogico. Le nostre radici
Il modello di un albero genealogico. Le nostre radici

L'immagine sopra è un modello con cui è possibile schematizzare l'albero genealogico di un individuo.

Non è un caso che venga chiamato "albero", dal momento che, capovolgendo l'immagine, abbiamo una rappresentazione delle radici, delle nostre radici.

Con dei semplici calcoli matematici sappiamo che risalendo di appena 10 generazioni, ciascuno di noi conta 1024 antenati, ed ovviamente le radici di ogni individuo si connettono a quelle degli altri.

Lo statistico matematico di Yale Joseph Chang, e i genetisti Peter Ralph e Graham Coop, hanno dimostrato che il più recente antenato comune per tutti gli europei risale ad appena 1300 anni fa, mentre quello per la popolazione mondiale a 3700 anni fa.


Questa breve digressione mi serviva a far comprendere che dire "siamo tutti parte di una stessa famiglia" non è assolutamente un modo di dire poetico, ma un dato di fatto.


In questo periodo dell'anno, è opportuno connettersi con le proprie radici, che a loro volta ci connettono con la Terra.


Lo facciamo ricordando le enormi difficoltà che i nostri antenati hanno dovuto imparare a superare dall'inizio dell'umanità, le innumerevoli storie, vite, esperienze, dolori e gioie che sono state necessarie per far si che noi potessimo esistere oggi.

Tutte queste storie sono custodite nella terra, e dalla connessione con la terra possiamo ritrovare questo tesoro di risorse ineguagliabile, la saggezza del genere umano, la forza evolutiva che ci ha dato la possibilità di essere vivi, insieme alla responsabilità di portare avanti sulle nostre gambe il cammino del genere umano.


Come non saremmo vivi se non fossero esistiti i nostri avi, così non sarebbe stato possibile esistere se non ci fossero il Sole, la Luna, le stelle, gli alberi, il mare, i venti...vediamo quindi che onorare gli antenati significa ringraziare di essere vivi, riconoscersi interconnessi con tutto quello che ci circonda, coltivare un senso di gratitudine profonda che, da sola, basta a illuminare il nostro sguardo sul mondo.


Come dicevo all'inizio, non è sempre semplice lasciarsi andare a questo processo, per questo il rito è importante, perché ci aiuta a focalizzare la mente, o di distrarla potremmo dire, lasciandoci liberi di espanderci oltre i limiti del nostro piccolo ego.


Ho individuato alcune erbe e resine che possono accompagnarci in questo percorso, e delle quali parlerò più approfonditamente in prossimi articoli.


Mi lascio la possibilità di tenere aperta la lista, ma al momento le erbe sono queste:


- Pino (collega il mondo dei vivi e quello dei morti, simboleggia l'Axis Mundi)

- Cipresso (simile al pino)

- Mirto (morte e rinascita)

- Piantaggine (strade, sostegno, nutrimento, umiltà)

- Artemisia (luna, meditazione, sogni)

- Mirra (terra-fuoco)

- Grani vari (mais – riso – grano ecc.. nutrimento, cura, terra)


Possiamo implementarle in una routine attraverso bagni, fumigazioni, offerte che ci permettano di connetterci e armonizzarci con le energie di questo periodo.


Il racconto continua qui con la miscela per incenso che ho realizzato con queste erbe

 
 
 

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